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23

Giu

Ho tutto quello che voglio: posso sognarlo

Da una decina di anni ho una fantasia che mi assilla.

Ci sono due tipi di fantasie: quelle immaginarie e quelle sognate.


Le prime sono molto più condite ma meno reali perché quando le immaginiamo siamo svegli e quindi la nostra testa ci porta immediatamente dove vogliamo andare perdendo l’effetto “sorpresa”.Poi ci sono loro: le fantasie sognate, le mie preferite. Nella fantasia sognata avviene sempre quello che più voglio ma con l’effetto imprevisto (sempre positivo) e la sorpresa. Tutto quello che voglio risulta essere sempre migliore di quanto io avessi immaginato da sveglia, quindi lucida. 

Il mio spiccatissimo dream power mi porta a vivere emozioni, sensazioni e luoghi che sembrano così reali, tali da riuscire a modificare il mio umore nel giorno successivo al sogno e talvolta le conseguenze perdurano per settimane.

Amo questo genere di sogni, mi migliorano la vita e la arricchiscono di persone ed avvenimenti che nella vita reale non potrò mai avere per questioni di logica spazio/temporali. Ed ora che sono sveglia da 4 minuti, mi tornano in testa flash del mio meraviglioso sogno che poterò con me in questo triste lunedì di giugno, a due settimane esatte dalla partenza per il Canada.

11

Maggio

Ci sono donne che vogliono diventare mamme già da bambine. Altre lo diventano per caso o perché costrette da pressioni sociali. Ecco: queste hanno una scadenza. Arrivate ad una certa età non si sentono più mamme ed iniziano a vivere la loro spensieratezza come se i figli non esistessero. Le mamme con scadenza, non meritano gli auguri perché essere mamma solo in questo giorno, non è essere mamma.

Ci sono donne che vogliono diventare mamme già da bambine. Altre lo diventano per caso o perché costrette da pressioni sociali. Ecco: queste hanno una scadenza. Arrivate ad una certa età non si sentono più mamme ed iniziano a vivere la loro spensieratezza come se i figli non esistessero. Le mamme con scadenza, non meritano gli auguri perché essere mamma solo in questo giorno, non è essere mamma.

01

Maggio

Pensavo di parlarvene su pensieridiele.tumblr.com ma per ora non mi va. Vi terrò comunque aggiornate.
Buon primo maggio a quelle poche, che un lavoro ce l’hanno ancora!

Pensavo di parlarvene su pensieridiele.tumblr.com ma per ora non mi va. Vi terrò comunque aggiornate.
Buon primo maggio a quelle poche, che un lavoro ce l’hanno ancora!

06

Apr

La felicità! #lapo#cane#amico#jackrussel

07

Mar

La proprietà transitiva: il male

Se c’è una cosa che ho sempre cercato di fare, sempre, in tutte le età, è stato è stato abusare della proprietà transitiva nei rapporti personali. [Piccolo ripasso: se ad A piace B ed a B piace C, allora a C piacerà A.]

Ho sempre cercato di presentare presone ad altre persone, la maggior parte delle volte senza successo. Ho sempre pensato che conoscere un maggior numero di persone fosse una cosa positiva per tutti, cosa che però non è stata apprezzata, anzi, qualcuno se n’è anche risentito. La superbia è una brutta cosa ragazzi, parecchio brutta. Come ci si può offendere per aver conosciuto persone considerate mentalmente inferiori? 

Per me è sempre stata una cosa spontanea voler presentare amici ad altri amici, per divertirci insieme e cercare di condividere qualcosa di più di una birra in uno squallido pub, eppure ho amiche di data storica di cui non so nulla eccetto i problemi familiari. Gente che non mi racconta con chi esce, cosa fa, se lavora o se è disoccupata, che non condivide con me la gioia di un piccolo acquisto o piccole rivincite che nascono dal quotidiano. Gente che è vaga se gli poni una domanda diretta, che fa finta di non aver sentito o peggio ancora, inventa balle e poi non se le ricorda. Ma è gente che sento ogni giorno, che vedo tutte le settimane. E’ questa l’assurdità.

Come dicevo nel precedente post, negli ultimi mesi ho fatto parecchia selezione sulle persone da frequentare. Tanti conoscenti e basta. Perché alla fine il detto “se hai bisogno di una mano, guarda infondo al tuo braccio” è vera, cazzo quanto è vera. Nessuno sa aiutarti più di te stesso e solo tu sai cos’è meglio per te. Ognuno va per la propria strada pensando di trascinarsi il fardello più pesante, a volte si fa persino a gara.

E allora le uscite di gruppo a cosa servono? A passare il tempo.